24 febbraio 2021, 24 marzo 2021. Due date storiche per Stefano Aparo, Martino Tenconi e per tutti noi di Math&Sport. A distanza di un mese esatto, i nostri due Sport Data Scientist hanno conseguito la Laurea Magistrale in “Data Science” rendendo orgogliosi tutti noi che li abbiamo accompagnati lungo questo percorso. 

Conosciamo meglio i nostri due giovani talenti classe 1996.

 

Partiamo con i complimenti, entrambi freschi di laurea, congratulazioni dottori! Come siete arrivati fino a qui?

S: “E’ stata una strada lunga e non semplice. Al liceo scientifico non è sbocciato l’amore per una materia in particolare e mi è mancata tanto l’informatica; per questo motivo ho intrapreso la triennale in Ingegneria Informatica al Politecnico. Nel frattempo mi guardavo attorno e nel poco tempo libero ho fatto il soccorritore in ambulanza, sentivo il bisogno di fare volontariato, mi sono reso disponibile nei weekend e per le notti. Durante la triennale ho frequentato il corso “Base di Dati”: è stata la scintilla per impostare il mio futuro, mi sono appassionato alla gestione del dato e a tutto ciò che si può ottenere da un numero e da una rappresentazione. Ho capito che era un’area che volevo approfondire e mi sono iscritto a una magistrale inerente al mondo dei dati, “Data Science”. In parallelo ho coltivato una delle mie passioni: lo sport; ho giocato a calcio e a pallavolo, mi sono innamorato del calcio con i Mondiali del 2006 (se penso che Adriano Bacconi, con cui oggi lavoro, ha vissuto quel Mondiale da vicino, che emozione!). L’idea di abbinare i dati allo sport e di farne la mia professione diventava sempre più il mio obiettivo, che ben presto si è concretizzato. Il merito è del mio amico Alessandro che trovò un’inserzione di Math&Sport e pensò a me: ho deciso subito di candidarmi e da dicembre 2019 faccio orgogliosamente parte del team”.

 

M: “Anche io sono partito dal liceo scientifico, più si avvicinava la maturità, più cresceva l’incertezza su cosa fare dopo: scelgo medicina e sacrifico l’estate post esami per studiare per il test. “Il medico è una missione, devi essere convinto” mi ripete mia madre che medico lo è. Io, appunto, non sono molto convinto e cambio idea: penso alle materie scientifiche, matematica però mi sembrava troppo teorica, scelgo statistica. Durante il percorso mi accorgo che avevo bisogno di qualcosa di ancora più pratico. Decido di approfondire e studiare le applicazioni della statistica alla realtà sportiva e scrivo la mia tesi sull’analisi delle performance nel calcio. Sono, infatti, uno sportivo, ho giocato a calcio, ho fatto atletica per ben 8 anni, sognavo un lavoro collegato allo sport. Quando devo fare una scelta importante, non ho mai le idee chiare, ma questa volta, dopo la tesi in triennale e dopo aver “messo le mani nei dati” ho deciso in maniera convinta: ho scelto la magistrale in “Data Science”, un percorso interessante e impegnativo che mi ha proiettato nel mondo del lavoro che sognavo. Poi è arrivato il segno del destino: ho trovato in casa il Corriere della Sera e ho letto un’intervista al professor Alfio Quarteroni (che con Ottavio Crivaro ha fondato Math&Sport) in cui parlava della matematica applicata allo sport. Mi sono subito incuriosito e ho mandato il CV. Ed eccomi qui!”

 

Di che cosa vi occupate quotidianamente in Math&Sport?

S e M: “Siamo Sport Data Scientist. Ci occupiamo dell’infrastruttura su cui poggia il sistema ma soprattutto scriviamo algoritmi che gestiscono e rielaborano i dati che ci arrivano durante le partite per fare in modo che si trasformino in nostri KPI e indicatori, tramite gli algoritmi. Una volta che vengono calcolati, i nostri indicatori sono subito resi disponibili in real-time. L’obiettivo è guidare le squadre all’utilizzo degli indicatori nella loro operatività garantendo loro un valore aggiunto”.

 

Il contatto con lo sport. Le vostre competenze al servizio della vostra passione.

S: “Ho partecipato a una call con Mister Italiano dello Spezia, per presentare lo strumento e guidare il suo staff all’utilizzo. Ringrazierò sempre Math&Sport per l’opportunità di applicare le mie competenze al mondo del calcio, che mi appassiona molto. E’ un grande orgoglio per me poter dare un contributo fattivo nell’evoluzione dei concetti legati agli smart data, mi sento davvero coinvolto ed è molto stimolante”.

M: “Io invece ho partecipato alla presentazione del Virtual Coach allo staff della Nazionale a Coverciano: un’esperienza indimenticabile vissuta con Math&Sport. Proprio con Stefano Aparo, inoltre, siamo stati a San Siro in occasione di Inter-Parma, per eseguire i test e controllare che tutto funzionasse: il fascino dello stadio è unico, lavorare lì è stato molto emozionante”.

 

Il vostro lavoro si avvicina al vostro sogno: che consiglio vi sentite di dare a chi ha i vostri stessi obiettivi.

S: Math&Sport è un’oasi felice rispetto alla sport data science in Italia: lasciatevi guidare dalla passione, prima o poi la vostra occasione arriverà, sono certo che il settore abbia enormi margini di crescita e il momento sta per arrivare”. 

M: Math&Sport mi ha dato l’opportunità di tenere alcune lezioni presso il Liceo Sportivo Villoresi di Monza: quando avevo l’età dei ragazzi a cui mi rivolgo, vedevo la matematica e la fisica astratte e teoriche. Se siete appassionati al mondo dello sport, approfondite, siate curiosi, troverete tante applicazioni alla realtà e non vi fermerete più”.

 

La prossima sfida, il prossimo sogno.

S: “Mi piacerebbe andare con Math&Sport alle Olimpiadi. E’ l’evento sportivo che unisce il mondo. Vi viene in mente una manifestazione di qualsiasi altro settore che annulla tutte le differenze? L’Olimpiade è la mia vetta”.

M: “La sfida più grande è riuscire ad aumentare la consapevolezza e le potenzialità degli strumenti in ambito sportivo. Queste analisi non si sostituiranno mai all’uomo, ma a mio parere penso che manchi ancora la predisposizione ad affrontare lo sport in modo oggettivo attraverso i dati. Penso che studiare i dati possa permettere di apprezzare ancora di più lo sport. In futuro mi piacerebbe seguire alcuni atleti e confrontarmi con loro nel tempo, magari proprio fino alle Olimpiadi, così da ritrovare anche lì Stefano, nel nostro prossimo sogno da trasformare in realtà”.